Siamo perseguitati da indizi di felicità”, questo è l’incipit del resoconto che fa Howard Baker del suo paradossale viaggio in Paradiso.

Per tutto il tragitto che percorriamo nel corso della nostra vita incontreremo molte strade divergenti, incroci e semafori, incidenti e soste forzate, ma non dovremmo mai dimenticarci che la strada della vita è disseminata da piccole possibilità di gioia e felicità.

Howard finisce per caso in Paradiso,un luogo che però non sembra così avulso dai problemi reali che preoccupano le persone sulla Terra; nel Paradiso esistono ancora le mansioni operaie, i dirigenti e la possibilità di fare carriera, solo che diventare importanti potrebbe permetterti di avere una conversazione tranquilla con Dio.

Interessante è la disputa che nasce quando il protagonista crea nel suo ufficio la inconfondibile vetta del monte Cervino: c’è da aspettarsi che qualche sciocco decida di scalare la montagna e che faccia una brutta fine, ma di chi è la colpa? Del creatore? O dello sciocco? Alcune cose sono inevitabili, imprevedibili, la cima del monte è un capolavoro nella sua forma ma ciò non toglie che le cose belle siano anche pericolose.

Il viaggio rappresenta la scoperta della realtà sottostante alla realtà, quella che non si riesce a vedere, tanto si è affaccendati nelle vicissitudini quotidiane, fatte di lavoro, competizione con i colleghi, amicizie, amori, pranzi, cene, cerimonie ecc.

Il Paradiso è il sogno lucido dove puoi trovare finalmente il tempo libero per fare anche l’impossibile, come volare, ma è anche il luogo dove confrontare la vita reale con l’irreale, per poterla comprendere meglio.

La metropoli vibrante in cui tutto è veramente possibile permette ad Howard di continuare a vivere la sua vita con moglie e figli, di incontrare e innamorarsi della giovane e bella Rose e di ritrovare vecchie conoscenze ma farne anche di nuove.

Il suo percorso lo condurrà a ottenere sempre più saggezza fino all’incontro inaspettato con Dio, che gli chiederà una consulenza.

Howard Baker costituisce non tanto un personaggio quanto un prototipo di uomo, anzi di primo uomo, colui che potrebbe essere lo stampino, primo ispiratore di una progenie umana di idee liberali, con la voglia di cambiare ciò che può essere migliorato, e di riscoprirsi di tanto in tanto ancora giovane e con la possibilità di innamorarsi di nuovo, di una donna bellissima, della vita, dell’amicizia e dell’umanità stessa, creando da solo una possibilità di paradiso in terra.

 

Micheal Frayn


Micheal Frayn è autore di celebri opere come Copenaghen e Afterlife. Tra i suoi romanzi bestseller troviamo Headlong, finalista al Men Booker Prize, Spice, vincitore del Whitbread Best Novel Award, infine Skios, in lista per il Men Booker Prize.

 

http://thrillernord.it/sweet-dreams/