Più libri pubblica, più l’autore diventa debole. La forza segreta che guida l’industria è la compulsione a rendere lo scrittore privo di forza.

Il futuro appartiene alla folla

Il romanzo di Don Delillo, Mao II, viene pubblicato nel 1991, e contiene un valore e un significato che trascendono la collocazione storica, per quanto la sua visione è posta al di là del modernismo, ancora più oltre il post modernismo perchè talmente radicata nell’umano da essere senza tempo. I protagonisti sono quattro: Billy Gray, lo scrittore, la voce del pensiero individuale, la ricerca della identità; il suo agente Scott e la fidanzata Karen, e infine la fotografa specializzata in ritratti di scrittori, Brita. Ma il protagonista assoluto del romanzo è la folla. E nella folla siamo inscritti tutti noi. Il problema sorge dal fatto che in questo “noi” non rientra più alcun “Io” ma, attraverso l’uso di una sola lingua, l’eco ripetuto di una sola parole, viviamo in tempi in cui i nomi sono perduti.

La scena si apre con un matrimonio collettivo allo Yenkee Stadium di New York, per passare attraverso la massa isterica che presenzia al funerale dell’Ayatollah Komehini, prendendo in considerazione il ruolo dello scrittore e del romanzo, che scompaiono assorbiti nella massa indifferenziata. Questa folla appartiene all’era della globalizzazione, che sminuisce le culture locali, in sostanza perché essa è posta come omologazione: questo nuovo ordine del mondo, inaugurato dal presidente Bush nei suoi discorsi di lotta al terrorismo, all’alba della guerra del Golfo,  è un ordine distribuito dall’America, tanto che la globalizzazione è in realtà americanizzazione. L’individuo scompare immerso nella folla, si parla una sola lingua, l’inglese; l’aura generata dalla riproposizione delle immagini, dalla riproduzione, si affievolisce. Il mondo consiste in una costante dislocazione dovuta alla compressione spazio-temporale. I seguaci di Mao, sono un esempio di come la massa sfocata di persone possa essere facilmente plagiata, proprio perché priva della individualità e del valore del singolo.

The novel used to feed our search of meaning

Qual è a questo punto il ruolo dello scrittore e del suo scrivere? A cosa serve raccontare una storia? Le notizie sono i racconti della nostra era, le incessanti e pervasive news che percorrono i media in maniera tanto ripetitiva da annullare la parola. L’identità si rispecchia nella parola, nel linguaggio, il modo in cui si usa plasma la persona; per questo lo scrittore non si perde, non scompare, il suo potere resta forte, lo scrittore diventa terrorista. Tutto il romanzo si gioca sulla comparazione, sulla sostituzione, sulla relazione tra la metafora ( la comparazione tra due cose che sono diverse) e la metonimia ( la sostituzione dei nomi), lo scrittore è come un terrorista oppure lo scrittore è una specie di terrorista? I media post moderni propongono l’immagine del popolo come una folla o la massa è fondamentalmente una folla?

Il fatto essenziale è che sia che si tratti di terrorismo Maoista, che di fondamentalismo islamico, tutto è intrappolato nella rete del mercato globale capitalista in cui ogni cosa ha un suo prezzo. Questo è il Nuovo Ordine del Mondo che è emerso alla fine della Guerra Fredda e che ha condotto a guerre ideologiche e territoriali.

Mao II è l’omonima opera di Andy Warhol, la riproduzione di Mao, la sua immagine. Il titolo del romanzo richiama proprio questo: non vuole parlare della cosa, dell’argomento direttamente, ma pone la questione di quanto ciò di cui parla è la riproduzione di essa, il fermo immagine fotografico che trasla il significato, che traduce in morte. La fotografia è essa stessa una sorta di folla, una infinita merce che diminuisce  l’unicità del momento. Lo sperpera nella sua riproposizione e lo svuota di valore.

What makes this city different is that nobody expects to be in one place for ten minutes. Everybody moves all the time. Seven nameless men own everything and move us around on a board. People are swept out into the streets because the owners need the space. Then they are swept off the streets because someone owns the air they breathe. Men buy and sell air in the sky and there are bodies heaped together in boxes on the sidewalk. Then they sweep away the boxes.”
“You like to overstate.”
“I overstate things to stay alive. This is the point of New York. I completely love and trust this city but I know the moment I stop being angry I’m finished forever.

Il saggio di Peter Knight Mao II and The New World Order si trova in Don Delillo di Stacey Olster