And in short, I was afraid

Questo verso di Eliot racchiude in sé il significato della vicenda. Rimanda alle scelte che si compiono nella vita e soprattutto a quelle che non sono dettate da altro che dalla paura: ci sono occasioni che, invece, per paura, ci lasciamo sfuggire; ma anche in questo caso si tratta di una scelta, perché la paura è una decisione. Si decide di avere paura e si vive come delle comparse della propria storia, lasciando che sia il caso a decidere, restando all’oscuro delle proprie intenzioni con la consapevolezza che ogni passo è un passo verso il fuoco. Allora si resta fermi.

Il principio del romanzo è di una poesia unica, è l’inizio di una storia che comprendi subito essere altamente introspettiva, come un lungo pensiero, un ricordo, un sogno in cui non riesci a svegliarti. Berta Isla si sveglia accanto all’uomo che ha sposato e realizza che egli per lei non è altro che uno sconosciuto, ma il suo sconosciuto.

È l’alba, sono nel letto, il loro bambino dorme nella sua stanza; la mente di Berta vaga e il suo sguardo percorre i lineamenti dell’uomo che dorme accanto a lei, questa persona che sa di non conoscere ma che è certa di amare. Lui parte per i suoi segretissimi viaggi di lavoro, e lei lo aspetta, mentre i giorni si susseguono vuoti:

“Scivolare nel disperante «è appena martedì» all’impaziente «Come sono lunghi i mercoledì» allo speranzoso «Siamo già a giovedì»”

Questo si ripete ogni giorno, in attesa di lui, senza sapere dove sia, in costante paranoia e preoccupazione.

“Ed era vero, lui mi mancava enormemente e immaginavo di mancare anch’io a lui. Ma tutto ciò che prova l’altro appartiene sempre al campo dell’immaginazione.”

Tomás, durante i suoi studi a Cambridge, vive un’esperienza che lo segnerà per il resto della sua vita – e di quella di sua moglie. Questa esperienza è legata a un’altra donna morta, proprio come nel precedente romanzo di Marías, Domani nella battaglia pensa a me.

La vita e la morte si confondono, sono due concezioni tanto separate quanto inevitabilmente dipendenti l’una dall’altra: alcune volte “la morte assomiglia alla vita”, una via di scampo, ma con la morte sono molte anche le cose che vengono lasciate in sospeso e di cui noi non abbiamo più traccia di preoccupazione; la morte ha significato solo per chi resta in vita.

“Che stupidi i giorni, che stupido può essere un giorno qualunque, tu non sai quale sarà e ti inoltri festosamente proprio nel giorno che avresti dovuto evitare, non c’è modo di indovinare il giorno della maledizione, del patibolo e del fuoco, della gola del mare, il giorno che manda all’aria ogni cosa… E come sono stupidi, come sono futili i tuoi passi il giorno in cui non avresti dovuto compierne nemmeno uno, in cui non avresti dovuto uscire di casa.”

Il ritmo del romanzo è riflessivo, intenso e potentemente introspettivo.

Berta è una donna che pensa in maniera profonda non tanto ai fatti ma alle probabilità, e questo rende la storia ricca di vicende potenziali che non fanno altro che alimentare la passione e il coinvolgimento del lettore.

 

 

Javier Marías


Javier Marías è nato a Madrid nel 1951. Della sua opera Einaudi ha pubblicato Domani nella battaglia pensa a meTutte le animeUn cuore cosí biancoL’uomo sentimentaleNera schiena del tempoMalanimoQuand’ero mortaleSelvaggi e sentimentaliVite scritteTraversare l’orizzonteInterpreti di vite, la trilogia de Il tuo volto domani (Febbre e lanciaBallo e sogno e Veleno e ombra e addio), Gli innamoramentiI territori del lupo (suo primo romanzo, pubblicato originariamente nel 1971), Il secolo (pubblicato originariamente in Spagna nel 1983 e uscito per la prima volta in traduzione italiana nel 2013), Mentre le donne dormonoCosì ha inizio il male e Berta Isla.

 

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