Le storie che abbiamo amato non ci lasciano mai. L’emozione vissuta un tempo con la lettura perdura nelle nostre coscienze per fare capolino di tanto in tanto, eventi fantastici che si affacciano senza preavviso come luce attraverso le fessure della memoria, come grani di polvere che non appartengono al presente, né al passato, né alla realtà ma neppure alla immaginazione.

Sono quelle storie che intendo ripercorrere, e non solo per il piacere di una rilettura, ma per sondare la tecnica, la struttura sottostante che sorregge la narrazione. Si dice che un espediente letterario sia un elemento introdotto dall’autore in modo deliberato, il cui scopo principale sia quello di consentire un particolare sviluppo della trama. Ebbene, credo di aver trovato un espediente perfetto per rileggere i libri che più ho amato: l’analisi dei testi, delle strutture narrative che cercherò di proporre consiste nello stabilire le esatte funzioni, individuare i momenti cruciali, centellinare ogni singola parola alla scoperta dell’oscuro segreto che produce la magia della narrativa.